Sui silenzi e gli sguardi fieri di Toni Servillo si regge "Le Confessioni" di Roberto Andò , che potremmo definire un "Giallo ma non troppo", che porta più a far riflettere, a esser cinema di denuncia per intenderci più che di genere. Un monaco, una scrittrice di fiabe e una rockstar sono invitati al G8. Ovviamente è la figura del monaco a risaltare, in quanto non si capisce bene perché sia a lì a differenza degli altri due (critica non troppo velata). Invitato dal Presidente del Fondo Monetario Internazionale in persona interpretato da un ottimo Daniel Auteuil, che brama il giorno del suo compleanno tra l'altro, di confessarsi e confessare un mondo orribile e delle manovre sotterranee che servono semplicemente a governalo e a fare soldi. La sera stessa il "burattinaio" si suicida, subito dopo la confessione, ovvio che il monaco non ne vuol saperne di parlare, viene citato anche "Io confesso" di Hitchcook, tanto per far muovere la narra...
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