Un piccolo grande capolavoro, di un’attualità feroce, che gioca sul sottilissimo confine tra bene e male e su tutti gli assolutismi in genere, che verrebbe da dire “ha davvero una sua a-morale” con la A rigorosamente maiuscola. Un film che fa pensare, tanto, che è un’alchimia magica di sapori ben assortiti, che nonostante l’accostamento più che naturale con Kick Ass, ha poco da spartire col film inglese di Matthew Vaughn... che fa sorridere di stupore, di fronte al candore disturbante della prima parte, che fa tanto Dolly’s Restaurant, uno dei film tra l’altro dove Liv Tyler, prima del successo con Io ballo da sola, si pose all’attenzione del pubblico, che si ferma poi di colpo come ad un semaforo giallo, assumendo i toni da classico cinema indipendente, irriverente e spassoso, che può ricordare a tratti il primo Kevin Smith ma molto più cerebrale e che diventa puro action, nell’ultima parte, ricca di colpi e particolari splatter che arricchiscono il quadro, tutto ovviamente e rigoro...
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