In memoria di Hunter S. Thompson, prodotto tra gli altri da Depp stesso, The Rum Diary si perde strada "trascinandosi" per evidenti limiti di sceneggiatura. Non mancano di certo al film i nobili intenti, di denuncia su tutto sull'American Dream e la sua falsità di fondo, ma non bastano a renderlo un corpus omogeneo e ben costituito. Dopo un primo tempo tutto sommato più che discreto, la sceneggiatura come dicevamo all'inizio, mostra decisamente la corda, fino all'ultima mezz'ora finale, scialba e male congeniata. I personaggi non hanno poi per così dire "ombre", sono quello che trasmettono dopo poche inquadrature e questo in un certo qual modo fa perdere interesse oltre che "evoluzione" alla trama... si pensi alla coppia costituita da Eckhart e dalla Heard tanto per fare un esempio. Le cronache passionarie del titolo italiano rimangono assolutamente in superficie non adeguatamente sviluppate nel corso narrativo, dove ciò che ...
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