Tanti anni fa in una vecchia recensione cartacea sul primo disco di Daniele Silvestri, c'era scritta questa frase a mò di conclusione: "Gioca a fare il fuoriclasse" intendendo l'autore senza voler sminuire affatto l'opera del "giovane Silvestri", rimarcare l'assoluta nonchalance nel quale lo stesso passava da un registro stilistico all'altro con eguale bravura... Ci piace partire proprio da qui, parlandovi di questo disco, perchè è una frase più che adatta a descrivere il fuoriclasse "giocoso" Rubino che con questa opera convince in maniera assoluta, divertendosi a spiazzare l'ascoltatore e a interagire "riuscendoci" con questa e quell'altra forma musicale... tirando fuori sempre un'ironia lucida e poetica che ben si adatta ai vari contesti. Così come del resto fa la voce, malleabile alle esigenze per così dire ed è tutto tranne che un'offesa. Un grande album, ricco di suoni, parole, stili, riferime...
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