Il film più ambizioso di Giovanni Veronesi, recitato magistralmente dal grande Elio Germano, “L’ultima ruota del carro” che ripercorre in maniera didascalica trent’anni e passa di storia italiana, “vista alla tv” con fare televisivo e con toni leggeri ma importanti che sfociano nel melodramma in maniera disordinata e inconcludente, è sostanzialmente non tanto un’occasione fallita, quanto un ritratto romanzato di una vita reale e assolutamente normale che forse parafrasando i titoli di coda non valeva farci un film. Ma non è certo colpa dell' "Ernesto" che ha ispirato la vicenda se la sceneggiatura scritta a più mani condensa tutto il climax nella mezz’ora finale col modo di fare tra l’altro repentino che ha avuto per tutta la durata della narrazione. E come negli avvenimenti storici che accompagnano i protagonisti, “le sterzate” al racconto, appaiono tardive e non riescono a coinvolgere più di tanto, perché manca principalmente l’affezione alla storia stessa, che ...
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