Un bozzetto surreale, scorretto e irriverente, fatto però col cuore... che lascia una sensazione straniante sin dai primi fotogrammi, ma che pian piano intriga, conquista e finisce inevitabilmente con l’appassionare. Un film “piccolo” per così dire, che però tratta una parabola esistenziale e sostanziale, visti i temi trattati, due su tutti, il lutto e il passaggio all’età adulta, malgrado gli anni si intende... dove sono confinati i personaggi, tutti nessuno escluso. Il protagonista del film è “il risolutore” di codeste problematiche e agisce nel nome di shock schiaccia shock, in quanto è lui in primis intrappolato in questa sorta di limbo/labirinto... è solo più folle, incosciente... non è per così dire addomesticato, è un’anima randagia che cerca costantemente la sua casa. Regia, sceneggiatura e fotografia per far si che il tutto diventi un corpus unitario, giocano per sottrazione, riducendo movimenti di macchina, orpelli narrativi e luci, donando alla messinscena un insieme credi...
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