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Visualizzazione dei post da maggio 22, 2013

Il grande Gatsby di Baz Luhrmann

Sgomberiamo subito il campo dicendo che le critiche copiose che sono piovute addosso all'adattamento cinematografico del "Grande Gatsby" sono alquanto esagerate e non dicono il vero, pur con tutti i limiti che l'operazione porta con se.  "Ha solo chiesto tempo per riflettere chiamerà di certo domattina..." partiamo da qui, dal senso del tempo a livello metaforico e temporale, il tornare indietro rappresenta la possibilità di cambiare, di aspirare e quindi di sperare, del resto  Gatsby è "uno che coltivava la speranza", o immaginare la propria stessa vita come la si desideri, concetto ben espresso, a livello di ritmo invece si può tagliare più di qualcosa, specie nella seconda parte, mezz'ora in meno avrebbe aiutato e non poco... e tornando al discorso metaforico sono ben esplicitati i conflitti, con tutte le loro sfumature, dal bianco delle tende al ghiaccio rotto che si prende la scena, il candore, che alla resa dei conti non ha nessuno,...

Fabrizio Moro - L'inizio

Già dal titolo "L'inizio" si capiscono tante cose, non un nuovo inizio si badi bene e neanche un nuovo inizio ancora (ricordando la primissima esperienza sanremese del nostro), ma "L'inizio", da produttore di se stesso, libero per davvero (come in una sua celebre canzone) Fabrizio Moro rilascia in primis il suo miglior album in termini assoluti e più in generale una prova pienamente convincente, che non ha cadute di tono nelle sue singole tracce, godibile spesso trascinante, equilibrata ed intensa, arrangiata come si deve all'interno di uno spartito pop/rock vario ed eterogeneo, dai testi impegnati e profondi... ce ne fossero di lavori come questo nel panorama pop/rock italiano, le classifiche avrebbero una luce nuova:  "L'Inizio": "è solo un bambino che ha capito che non durerà per sempre il vitalizio" dopo un breve intro ci ritroviamo su una strofa serrata elettronica e rock, parlata, per un ritornello evocativo con fi...