Romanticismo, melodie ineccepibili e arrangiamenti che fanno la differenza, sono questi gli ingredienti di "Marie", l'esordio solista di Rachele Bastreghi dei Baustelle. Con classe e raffinatezza innate, la nostra ci porta nei meandri di una storia d'amore "finita", nei pensieri, nei ricordi e nei "dolori della giovane Marie", (tornata a Parigi), con sincerità e poeticità senza alcuna paura di sviscerare la propria delusione. Ne esce fuori un ritratto intimo e intenso che non delude affatto, che è un inno all'amore, dove tra le ombre si intravede appieno la speranza e la voglia di tornare ad amare. L'unica pecca è la poco durata. Analizzando le tracce nel dettaglio: "Senza essere": "quando i nostri occhi diffondevano la luce, resto immobile a fissare il buio penso a come ridevamo senza essere perversi"... è una evocativa ballad, con armonie melodiche sontuose, con gli archi "struggenti" a donare al corpus un...
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