Sospeso tra anni 80 e atmosfere lisergiche, Omid Jazi con la sua voce dal piglio “quasi indolente” e assolutamente versatile e i suoi testi “un pò così” e magicamente incisivi, esordisce con questo ep, irriverente, corrosivo e affascinante, che non smette di stupire ascolto dopo ascolto, tant’è che non vediamo l’ora di ascoltarlo sulla lunga distanza. Quando “la follia” si mette a disposizione della “struttura” e spostando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, vengono fuori canzoni come queste, che hanno la sincerità del talento che si esprime nella massima libertà del sogno: “Taglia le paranoie”: rigorosamente “con una sega rotante”... robotica e ammaliante, ironica e trascinante,un miscuglio accattivante di CCCP, Faust’ò e l’arlecchino Camerini: “esplorando le galassie facendo finta di essere uno di voi, devo ammettere che queste buffonate portano solo guai” “La molla di Chaplin”: “voglio vincere xfactor... divento matto”... è il Faust’ò più irriverente quel...
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