Pop, Rock, punk, new wawe, funk, elettronica... tutti rigorosamente “post”, per gli amanti dei generi (che hanno fatto decisamente il loro tempo), i Management del dolore post operatorio, giungono al loro secondo album, affondando i coltelli nelle piaghe dell’italietta minuscola di oggi, declamando amarezza e ironia, avvolgendo il tutto con il loro mood sonoro corposo e contagioso, per sputare dritto in faccia, nient’altro che realtà viscerale che non ne vuol sapere di star zitta... e del resto come potrebbe? Ce ne è per tutti verrebbe da dire... dai politici star ai finti e pseudo maledetti, dalle bambole gonfiate alle crisi dei matrimoni borghesi, passando dai concorsi truccati alla lotta sociale vera e propria... il tutto come dicevamo, frullato con cura, in una mistura di generi, dannatamente accattivante, che non risente di cali di tensione, che ha il pregio dell’irriverenza divertita e complice, senza smettere di pensare... anzi: “Pornobisogno”: primo singolo con tanto di vid...
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