Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da settembre 15, 2012

Roberto Roversi (Bologna, 28 gennaio 1923 – Bologna, 14 settembre 2012)

Il giorno di domani  sarà tutto per te  un goccio di caffè  una zaffata di vento  prima di voltare la testa conterò fino a cento  ma oggi, oggi è un giorno di festa  Domani domani domani  Domani domani domani  Già oggi è domani,  sabbia e sole per te  acqua verde per me  miele su antichi dolori  dentro l'abbaiare dei cani con violenti colori  scoppiano cieli e lampi lontani  caldo da terra bruciata  caldo da terra...  La macchina è agrippata  io e te camminiamo tenendoci per mano   a cercare un telefono  là verso il paese nascosto  da un gran verde di bosco  lasciamo la vita, l'aria d'agosto  su questa strada abbandonata  su questa strada abbandonata  Ma non è abbandonata  Sull'argine in fila,  diecimila baracche e caverne di fuggitivi  occhi di ragazza, mani di uomini vivi  esc...

Intervista con Metro: "L'unica cosa che Conte"

Partiamo dall'oggi, "Bianconero" qualche mese fa e "L'unica cosa che Conte" un paio di giorni appena, hanno acceso i riflettori per così dire su di te, specie nel popolo juventino, ma non solo... non è proprio "Juve storia di un grande amore" insomma... nel senso che... continua tu: Beh si... ho aumentato notevolmente la mia fetta di pubblico e il numero degli ascolti online. La gente mi contatta più spesso, e devo dire che tutto gira a meraviglia. Non è certo "juve storia di un grande amore", ma quando la gente mi contatta per dirmi che vogliono "Bianconero" e "L'unica cosa che CONTE" allo stadio prima della partita... qualche pensierino ce lo faccio! Credi che in futuro per la tua carriera artistica tutto ciò possa rivelarsi controproducente, nel senso che anche Fabri Fibra è juventino ma non si è mai cimentato in una così accorata difesa della Vecchia Signora... o in ogni caso pensi,  va beh, ci s...

Come non detto di Ivan Silvestrini

Gradevole commedia che rifugge gli stereotipi, ben sceneggiata, specie negli snodi principali, scorrevole nonostante i troppi flashback, che magari potevano essere introdotti meglio, regia e fotografia funzionali, confacenti, recitazione convincente in toto con una Valeria Bilello sempre più brava e l'eterna Monica Guerritore. Il garbo narrativo è quello che colpisce maggiormente, la misura, la compostezza di toni e inquadrature,  Roberto Proia e Ivan Silvestrini  lavorano quasi per sottrazione garantendo una fluidità del racconto che fa si che il risultato finale sia assolutamente piacevole. Di contro si poteva calcare la mano su quello o l'altro aspetto, ma la strada percorsa alla fine è quella giusta e il film nel suo complesso risulta ben fatto e sa divertire. Vi lasciamo con alcune delle migliori battute: "Con le donne ci vuole cazzo e cazzotto amore e timore" "Le tre parole di mio padre prima di diseredarmi furono mi fai schifo" "Neanc...