Due anni dopo lo splendido "La riproduzione dei fiori", Marco Parente torna con "Suite Love", (primo capitolo di una trilogia) quindici minuti scarsi "sull'oggetto amoroso" e non soggetto si badi bene, declinato in 4 parti dove stupisce la semplicità delle parole scelte dal nostro, senza filtri poetici o metafore di sorta, a sfidare quasi "la banalità della canzone d'amore" con la verità limpida e cristallina. Oggetto e non soggetto dicevamo poc'anzi perchè lo sguardo dell'autore rimane etereo come la musica del resto, non si addentra sul personale o nel particolare, l'amore, il sentimento per eccellenza, è dunque narrato a tesi, si parte con una vera e propria dichiarazione d'intenti nella prima traccia: "quando l'amore chiama alzati e cammina non chiedere chi è... è l'amore" ipnotica, con la chitarra portante, ripetitiva, con piccoli orpelli strumentali a condire il tutto, amore contro tutto quell...
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