Con la meritata vittoria degli Stadio, cala il sipario sulla sessantaseiesima edizione del Festival di Sanremo, la seconda targata Carlo Conti. Un'edizione più varia e con maggiore qualità rispetto alla precedente, che ha regalato almeno un pugno di canzoni da ricordare. Una edizione priva o quasi di satira politica, sin troppo corretta, dove lo specchio del paese è stato rappresentato dalla famiglia declinata all'acqua di rose e ai braccialetti colorati, dove il solo Frassica oltre alla canzone della Fornaciari hanno gettato uno sguardo doveroso sul sociale. Un po' poco, se pensiamo che negli anni, l'Ariston si è fatto portavoce di analisi lucide sulla realtà che ci circonda e teatro finanche di proteste per diritti civili. Tornando allo spettacolo in se, questo anno Conti è stato leggermente più coraggioso, meno nazional popolare e ha accontentato più fasce di pubblico. I numeri lo hanno premiato anche stavolta. Tra i suoi compagni, spicca per forza di cose, la ...
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