Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da giugno 11, 2014

Pierpaolo Capovilla - Obtorto Collo

Romanticismo decadente, storie di migranti, teatralità, poesia, sperimentalismi... "Obtorto Collo" è l'esordio solista di Pierpaolo Capovilla, ricco di spigoli e suggestioni, un lavoro niente affatto semplice, giocato sulla sottrazione degli elementi musicali a favore di sfumature conturbanti, notturne e affascinanti per lunghi tratti, senza concessioni melodiche e con pochi appigli ritmici.   Se per quanto riguarda la parte testuale non siamo così distanti dai temi trattati da Pierpaolo col Teatro degli Orrori, sul versante musicale (Paki Zennaro è l'autore) siamo lontani anni luce dal muro di suono della band e qui sono i contorni a fare la differenza, ad ergersi e a far risaltare le storie del nostro tra echi di Waits, Brel, Walker, Cave. Una maggiore varietà di toni e cambi d'atmosfera avrebbe donato forse una certa scorrevolezza al corpus  ma gli intenti sono chiari e la coesione interna finisce col beneficiarne anche se è inevitabile che "il viaggi...

Adolfo Dececco - Metromoralità

Rinverdire lo spirito cantautorale dell'epoca d'oro della nostra canzone sembra l'intento di Adolfo Dececco che in questo "Metromoralità" non inventa niente, ma scrive bene, (i testi sono sicuramente il suo punto di forza) e presenta una proposta varia sotto il profilo musicale. Temi importanti trattati con ironia e intelligenza, arrangiamenti semplici ed efficaci, una voce sicura e una ricerca della melodia non banale. Prodotto da Vince Tempera e Guido Guglielminetti, "Metromoralità" è un disco onesto e sincero che non ha paura di arrivare a più gente possibile parlando di argomenti importanti: "Metromoralità": "L'Italia è il paese delle elezioni eppure pretendiamo le rivoluzioni" reggae e piglio cantautorale insieme "la comunicazione è un'arte antica che nasce se sai improvvisare, ricordi quando è morto tuo padre, io non sapevo che dirti" "Chiara che pensi": ballad ariosa ad ampio spettro melodico...

Intervista con Alessia D'Andrea

Sei approdata a questo disco “Luna d'Inverno”, il primo in italiano, dopo una serie di esperienze in giro per l'Europa. Ma hai condiviso il palco anche con i mostri sacri del progressive, i Jethro Tull. Raccontaci dell'esperienza vissuta con Ian Anderson e soci. Risulterò banale nella risposta ma è stata davvero una delle esperienze legate alla musica più belle della mia vita: incidere un disco con Ian Anderson e condividere il palco più volte con lui ed i Jethro Tull al completo è un regalo. Hai la possibilità di osservare da vicino il modo di lavorare delle grandi icone del rock e non è una cosa che capita tutti i giorni. Mi sento molto onorata di aver avuto questa esperienza e anche piacevolmente sorpresa dalla disponibilità a collaborare che ho notato in questi grandi personaggi. Sei riuscita ad unire il puro cantautorato con un sound che abbiamo definito molto anni  '90, soprattutto nell'uso della tastiera. Perchè questa scelta? Non so ...