Romanticismo decadente, storie di migranti, teatralità, poesia, sperimentalismi... "Obtorto Collo" è l'esordio solista di Pierpaolo Capovilla, ricco di spigoli e suggestioni, un lavoro niente affatto semplice, giocato sulla sottrazione degli elementi musicali a favore di sfumature conturbanti, notturne e affascinanti per lunghi tratti, senza concessioni melodiche e con pochi appigli ritmici. Se per quanto riguarda la parte testuale non siamo così distanti dai temi trattati da Pierpaolo col Teatro degli Orrori, sul versante musicale (Paki Zennaro è l'autore) siamo lontani anni luce dal muro di suono della band e qui sono i contorni a fare la differenza, ad ergersi e a far risaltare le storie del nostro tra echi di Waits, Brel, Walker, Cave. Una maggiore varietà di toni e cambi d'atmosfera avrebbe donato forse una certa scorrevolezza al corpus ma gli intenti sono chiari e la coesione interna finisce col beneficiarne anche se è inevitabile che "il viaggi...
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