Abituati a spiazzare praticamente da sempre, non ci pare neanche strano che gli Intercity pubblichino “Laguna” , 22 brani, divisi in due album, dove la band capitanata da Fabio Campetti rende palpabile un'urgenza espressiva che è difficile contenere, specie se è accompagnata da una forza poetica deflagrante di cui la loro intera discografia è intrisa. Rispetto al passato In "Laguna" troviamo strumenti classici che vanno a sposarsi con i suoni elettronici e una particolare cura alla sezione ritmica ma soprattutto 22 canzoni che sono mondi tutti da scoprire, con gli occhi carichi di sogni e il cuore spalancato. Senza se e senza ma "Uno dei migliori album del 2018": “Notturno”: strofa lenta e trasognante per ritornello trascinante, con finale evocativo e la poetica a cui ci hanno da sempre abituato: “Non c’è quel distacco da sottile ironia Fredda e calma sei la normalità” “L”indiano”: è la ritmica accattivante a farla da padrone per un mood sinuoso e avvolge...
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