Il visionario mondo di Louis Wain tratto da una storia vera è e non è un ossimoro, una favola pop, ricca di variazioni dal punto di vista visivo e da opportuni silenzi da quello narrativo. “Una commedia triste”, con alcuni eccessi didascalici o sarebbe meglio dire inopportune ripetizioni. Insomma il tutto e il suo contrario. Sta proprio qui la bellezza del biopic diretto da Will Sharpe. Louis Wain è un ritrattista di grande talento, che non ha un grande fiuto per gli affari . Un uomo, dalle mille idee e passioni, che non ha paura di sfidare le convenzioni dell'epoca, come quando prende in moglie l'istruttrice delle sorelle minori di cui è l'unico "mezzo di sostentamento" visto la prematura scomparsa del padre. La vita di Wain è continuamente esposta alle responsabilità, al dolore, alla sofferenza, alla disperazione, a cui fa da contraltare una voglia, una ricerca spasmodica di andare oltre, per trovare, da questo contrasto, la chiave dell' elettricità (c...
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