Cinque anni dopo, i Vanillina tornano con un album che fa della potenza sonora, corroborata in primis dalle oscure ritmiche di Lou Capozzi e dalla chitarra elettrica ficcante e mai doma di Davide Lasala, la sua cosiddetta cifra stilistica, al quale si aggiunge e non è poco Alberto Motta al basso e alla produzione con Lasala stesso, per un lavoro di chiara matrice hard/rock che si declina felicemente in forme più o meno consuete, muovendosi sempre a suo agio in chiave punk soprattutto, ma è anche piacevole riscontrare in queste tracce, accenni blues, progressive/metal e post/rock, attingendo a melodie pop/rock tendenti a sfociare nell’epico, specie per quanto concerne i ritornelli, senza snaturare un impianto solido, per certi versi cupo, marziale, lancinante in certi frangenti... che è sicuramente debitore degli ottimi arrangiamenti e del mixaggio di Jean Charles Carbone. Il teatro degli orrori per l’impianto generale e restando in Italia è il nome che ci viene in mente, se si cerca ...
di Musica, Cinema, Serie Tv e..