…e alla fine arrivano i poeti, gli ultimi baluardi di una generazione scomparsa. Loro sono gli Edgar, che possiamo definire come una band cantautorale. E non vi sembri strano, perché è riduttivo parlare di “Anche se non sembra” come di un disco pop rock. Prodotto dalla band assieme a Daniela Bianchi e Raffaele Abbate per OrangeHomeRecorods, sicuramente le basi sono quelle, perché si tratta di un disco “moderno” nella concezione più naturale possibile, dove i synth non sono invasivi ma al contrario ben si sposano con la poetica dei testi. Come affermano gli Edgar, il disco “tende al possibile più che al perfetto” ed è onesto e vero anche perché la perfezione non si cela, citando De Andrè, dietro i diamanti. Quella è solo “apparenza” come il concetto di fondo che penetra dentro ogni singolo verso, un bel sorriso, una cravatta ben annodata, una bottiglia di vino: l’ipocrisia, un dittatore, un uomo perduto… così come l’elettronica che si vede ma sembra non esserci. Ecco perché i no...