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Visualizzazione dei post da marzo 15, 2013

La frode di Nicholas Jarecki

Senza fronzoli, teso ed avvincente,scritto dalla stesso regista e fotografato in maniera consona da Yorick Le Saux, "La frode" si regge su un cast praticamente perfetto, con ogni personaggio al posto giusto e ha la capacità rara di far parteggiare lo spettatore per il cattivo di turno, un Richard Gere algido e "regale" ad assurgere a grande metafora della modernità, dove contano solo i soldi e il fatto che l'happy end sia rovesciato totalmente, dona ancor più fascino al corpus filmico, in Hitchcook per citare uno che se ne intendeva di thriller, spesso l'attenzione dello spettatore si concentrava sulla figura dell'innocente che doveva discolparsi da un'accusa ingiusta, qui, chi sta dall'altra parte non esiste, perchè non esistono i buoni fino in fondo, non possono in un mondo così...   a cominciare dalla polizia, con un Tim Roth sbracato e riluttante, che falsifica le prove, per continuare con l'amante Laetitia Casta, mantenuta e toss...

Buongiorno papà di Edoardo Leo

Non deve trarre in inganno la poca originalità della storia (sceneggiata dall'autore con e da un soggetto di Massimiliano Bruno) in se e gli snodi narrativi abbastanza scontati, perchè tutto ciò è funzionale a Leo, alla sua seconda prova dietro la mdp a dare un testo codificato e lineare allo spettatore per poter muoversi all'interno liberamente, "Buongiorno papà" ha dunque tutte le parvenze della commediola sentimentale e buonista ma è anche e soprattutto cinema, della fatica che ci vuole a farlo (l'autobiografia in questo caso ci appare evidente) e dell'importanza dei finanziamenti, memorabile la scena in cui Raul Bova padre, spiega alla figlia cinefila chi c'era in realtà dietro E.T., 2001 Odissea nello spazio... o il finale alla "Ufficiale e gentiluomo" cinema come arte totale e che quindi comprende anche la musica, si evince già dal nome della figlia Layla interpretata da Rosabell Laurenti Sellers, fantastico poi (e mattatore assoluto...

Ordem - The quiet riot

E' un album che profuma di anni '70, di rock viscerale, intenso e affascinante, declinato nelle sue più diverse sfaccettature questo "The quiet riot", dentro ci sono i riff, i grandi soli di chitarra elettrica,  epiche aperture melodiche ed evocative parti strumentali e c'è soprattutto un'unità di intenti, una coerenza che lega ogni singolo pezzo e c'è talento, innegabile, come la voglia che ha la band di venir fuori, togliendo la polvere dalla storia del rock, lo si capisce già dalla prima traccia "No life": con il cantato quasi alla Dan Black sinistro e compenetrante, si prosegue con le chitarre scarne e incisive di "The scent of lights": una ballad alla David Bowie con una degna coda strumentale, Bowie che volendo è rintracciabile anche in "Istant's mind" con qualche venatura psichedelica, che trova invece sfogo nella liquid ballad "Shine on" ariosa e suggestiva, la titletrack dopo un inizio doorsiano m...