Senza fronzoli, teso ed avvincente,scritto dalla stesso regista e fotografato in maniera consona da Yorick Le Saux, "La frode" si regge su un cast praticamente perfetto, con ogni personaggio al posto giusto e ha la capacità rara di far parteggiare lo spettatore per il cattivo di turno, un Richard Gere algido e "regale" ad assurgere a grande metafora della modernità, dove contano solo i soldi e il fatto che l'happy end sia rovesciato totalmente, dona ancor più fascino al corpus filmico, in Hitchcook per citare uno che se ne intendeva di thriller, spesso l'attenzione dello spettatore si concentrava sulla figura dell'innocente che doveva discolparsi da un'accusa ingiusta, qui, chi sta dall'altra parte non esiste, perchè non esistono i buoni fino in fondo, non possono in un mondo così... a cominciare dalla polizia, con un Tim Roth sbracato e riluttante, che falsifica le prove, per continuare con l'amante Laetitia Casta, mantenuta e toss...
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