Il latinista e sparagnino Claudio Lotito e lo "straordinerio" Arrigo Sacchi, nel mondo pallonaro di questi ultimi giorni, sono stati i cosiddetti "bersagli facili", i "mostri, da sbattere in prima pagina" affinchè il dibattito possa continuare. Il dibattito No urlerebbe e si alzerebbe un giovanissimo Michele Apicella, ma più che un film già visto, ci interessa soffermarci sulla strumentalizzazione, arte molto italiana, delle due vicende, non così lontane come sembrerebbe a prima vista. In principio furono il ferroviere che amava stare al telefono, Lucianone Moggi e l'inopportuno Carlo Tavecchio... del primo, Lotito ha preso tutta l'arroganza, la voglia di comandare, di vivere realmente il potere, dopo essere entrato nel mondo del calcio per moralizzarlo, come amava ripetere, del secondo "l'Arrighe Nazionale", permaloso come pochi (i battibecchi televisivi con Ibra, Allegri...), ha preso semplicemente "la gaffe", ovver...
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