Non confinare in ambito pop una voce come quella di Giusy Ferreri dovrebbe essere l’imperativo di un buon discografico ma è evidente che ai piani alti non la pensino così e sostengano anzi che la nostra debba necessariamente cimentarsi in ballad fotocopia per compiacere le classifiche. Per fortuna che “L’attesa” è un disco a due facce, dove è impossibile non rendersi conto delle differenze che emergono quando la Ferreri può spaziare tra i generi,cantare davvero con “l’anima”, arrivare al cuore dell’ascoltatore e non è di certo nei brani più rassicuranti che questo accade. E’ un album alla fine gradevole con poche cadute di tono e collaborazioni importanti come quella con Yoad Nevo, ma Giusy Ferreri con la voce che si ritrova deve e può osare molto di più: “Inciso sulla pelle”: ballad pop abbastanza scontata nel suo dipanarsi, comunque orecchiabile: “è che credo che il perdono troppo spesso sopraggiunga un po’ prima del tempo ed è per questo che mi difendo” “Nessuno come te ...
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