A distanza di sei anni da “Di Rabbia e Di Stelle”, torna il professore della canzone italiana Roberto Vecchioni con questo "Io non appartengo più", da lui stesso definito come “Un soliloquio davanti alla fine..", da ricordare che lo stesso Vecchioni è stato recentemente operato per un tumore al rene e "le riflessioni alte" sull'esistenza è inevitabile che confluiscano in queste dodici tracce, alla ricerca della memoria perduta, potremmo dire, alla ricerca degli affetti più profondi, veri e sinceri e quindi la famiglia (protagonista spesso delle liriche) da contrapporre al vuoto di oggi imperante, narrato soprattutto nella conclusiva titletrack, solenne e suggestiva: "non appartengo più alle scaramucce sull’esistenza di Dio, sul governo ideale, sull’origine del male, sulla felicità virtuale, Io non appartengo più ai borghesi, gli inciuciai, le banche, ai cazzi in culo e mi scuso, ma c’ho pure il dubbio che sia persino Dio un refuso..." Ma torni...
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