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Visualizzazione dei post da marzo 31, 2016

Verdena: Tutte le date live

Prima di partire per l'estero (Parigi, Berlino, Londra, ecc.) i Verdena affronteranno un piccolo viaggetto in giro per l'Italia. Poche date, piccoli club, zero pretese. Sul sito di  DNA concerti   trovate tutte le info sulle prevendite. Messo tutto insieme il tour è questo (si è aggiunta anche una data a Lussemburgo): 24.04 IT Arezzo - Karemaski 26.04 IT Mezzago (MB) - Bloom 27.04 IT Padova - Pedro 29.04 IT Bergamo - Druso 30.04 IT Torino - sPAZIO211 03.05 IT Bologna - Covo 04.05 IT Roma - INIT 06.05 IT Sassari - The Hor 07.05 IT Cagliari - Fabrik 12.05 ES Barcelona - Razzmataz Sala 3 14.05 FR Paris - La Bellevilloise 18.05 DE Köln - Blue Shell 19.05 UK London - Garage 21.05 DE Munich - Orangehouse 23.05 LX Luxembourg - Panoplie Night @ Rotondes 26.05 DE Berlin - Bi Nuu 27.05 DE Hamburg - Nochtspeicher

"Un momento di follia" di Jean-François Richet

"Un momento di follia" di Jean-François Richet. Con Vincent Cassel, François Cluzet, Lola Le Lann e Alice Isaaz è l'ennesimo remake della commedia di Claude Berri, diciamolo subito, non riuscito. Il tentativo di spostare l'interesse sul confronto generazionale, cercando un'analisi sociologica più che sulla vicenda arcinota di un'adolescente che seduce l'amico del padre, regge solo nella prima mezz'ora. - "Smettetela di essere stereotipi della vostra generazione" in questa frase c'è il senso della pellicola e del suo vorrei ma non posso. Il peccato originale sembra proprio l'incampacità di voler fare altro dell'originale. Perchè togliendo per forza di cose le dinamiche da commedia siamo di fronte a una pellicola che non sa che direzione prendere, che rimane li, ferma immobile. il film ha il difetto che non spinge sulla sceneggiatura si mantiene sin troppo lineare, ammicca alla commedia senza esserlo, non va a fondo in ipotetic...

Mi rifaccio il trullo di Vito Cea

E' francamente difficile immaginare  che una milanese interpretata da "Lorena Cacciatore" perda la  testa per  Uccio De Santis muratore, (protagonista di "Mi rifaccio il trullo" per la regia di Vito Cea)  per i suoi modi rudi, eppure accade, anche se non è il Celentano del Bisbetico Domato o de Il Burbero. La matrice popolare regna sovrana, ma rispetto a quei film manca l'elemento surreale che fa rendere verosimile le singole scene, non tanto la storia in se, che seppur sottilissima si snoda coerentemente. Da un fatto di cronaca reale, ovvero i furti dei trulli, prende spunto la vicenda, dove una milanese è "benvenuta al sud" e risolve quanto meno la rata del prossimo mutuo, e già qui siamo al limite... ma tanto è, tra varie vicissitudini, la Cacciatore ha del feeling spontaneo e immotivato con il muratore ... Un film di stampo teatrale che ha i suoi moment migliori con gag che hanno bisogno di tempo e respiro... sin troppo costruite per il me...

Mr. Robot

“Ciao, amico. Ciao, amico? È da sfigati. Forse dovrei darti un nome ma la cosa potrebbe degenerare. Sei solo nella mia testa, dobbiamo ricordarlo. Merda! Sta succedendo davvero, sto parlando con una persona immaginaria. Quello che sto per dirti è top secret. Una cospirazione più grande di tutti noi. Là fuori c'è un potente gruppo di persone che governa segretamente il mondo. Parlo di tizi che nessuno conosce, tizi che sono invisibili. L'1% dell'1%. I tizi che giocano a fare Dio, senza avere il permesso. E credo che ora mi stiano seguendo”. La USA Network, che dalla fine degli anni '80 produce serie tv originali di carattere prevalentemente procedurale e che ha fatto di “Psych”, “White Collar” e “Suits” i suoi più importanti successi, da circa un anno sta diventando più matura, cercando di produrre serie che abbiano una trama considerevole e che non si soffermino soltanto prevalentemente sui police ed i legal, e “Mr. Robot” è un esempio palese di questo cambiam...