Maldestro torna con “Mia madre odia tutti gli uomini” un album vario musicalmente e ricco di pathos, intenso, “non solo a parole” anche l’interpretazione vocale è infatti particolarmente sentita. Dieci canzoni che suonano sincere, vere, vissute, a conferma del talento del nostro e della sua maturazione: “Il seme di Adamo”: trascinante mantra a tinte blues, coi fiati in evidenza: “Ma guarda un po’ che dolore mi tocca cantare Ma qualcuno, qualcuno lo deve pure fare" “Spine”: “anche se restiamo fermi il cuore si muove” il primo singolo estratto, è un brano folk dall’incedere dolente: “Ho scelto di impazzire cosi niente mi può fare male I pazzi come i bambini sanno solo immaginare Ho consumato gli occhi dentro questo sale Sei cosi bella che qui non ci dovresti stare” “La felicità”: intensa ballad col pianoforte portante e voce profonda, dall’arrangiamento scarno. “Tra i fallimenti e le carezze che ci aiuteranno a crescere E a capire che da soli non si può combattere...
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