“L’inferno dopo la domenica” è il secondo album solista di Samuele Ghidotti, già leader dei Venua, che in otto brani getta uno sguardo tagliente, deciso, sulla società odierna, senza dimenticare i rapporti personali. Il tutto con arrangiamenti che sanno il fatto loro e con melodie che centrano il bersaglio rifuggendo ogni banalità di sorta, lo stesso si può dire dal punto di vista testuale, cosa non sempre facile visto anche le tematiche trattate: “C’era una volta”: con la chitarra “ostinata” protagonista e qualche orpello a differenziare il corpus: “Cadranno certezze per strada, i fiumi berranno le case, mangerai polvere mista a alle lacrime, per poi finalmente tornare a sentire il sapore i sapori, tornare a vedere i colori, e è la vita che ti ci circonda”. “Tempesta”: parte come una sorta di marcia funebre, si evolve forse un pò troppo “sovraccarica” ma il risultato non è male: “Ci hanno fregato, da quando un paio di scarpe nuove costa più di un viaggio in Spagna. Fregati, qu...
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