L’11 maggio è un giorno da ricordare. Non solo perché 150 anni prima l’eroe dei due mondi compì l’unità d’Italia, ma anche perché lo stesso giorno di maggio di 30 anni fa, un altro eroe, quello del terzo mondo, muore: lui è l’indiscusso padre del reggae Bob Marley, colui che ha virato il linguaggio universale della musica riscrivendone un significato nuovo, che non rimanesse fino a sé stesso ma che smuovesse le coscienze delle persone di tutto il mondo, perché la musica può dare il suo contributo per cambiare il mondo. Robert Nesta Marley nacque nel villaggio di Rhoden Hall in Giamaica, il 6 febbraio 1945, nelle sue vene scorre il sangue bianco dei colonizzatori e il sangue nero dei colonizzati, lui mulatto, in mezzo per salvare i diseredati di Trenchtown, il ghetto per eccellenza nell’attesa della loro redenzione. Si, perché Bob Marley era uno di loro, uno “rude boy”, così chiamavano i giovani afrocaraibici che manifestano il loro dissenso verso la cultura e l'ordine. Ma lui h...
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