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Visualizzazione dei post da giugno 8, 2012

Project X Una festa che spacca di Nima Nourizadeh

Una sorta di festicciola che si trasforma in un mega rave, con una prima mezz'ora veloce e scorrevole con l'amico che filma tutto, originale quanto lasciamo perdere, che prosegue nell'autodistruzione più compiaciuta, con una dissacrazione che non affonda il coltello e con le pieghe che si fanno piaghe nel corso della narrazione. Perchè chiariamoci subito, è un film che non c'è, è quasi una sorta di documentario abbastanza banale sui giovani che si sballano e si divertono e finiscono col distruggere ogni cosa.  Per quanto concerne la narrazione è un film che resta chiuso nella sua idea di base per fare il verso più che una critica vera e propria alle teen commedy coi nerd di successo, in modo assolutamente superficiale, per non dire scontato... che non diverte tra l'altro neanche un pò, che quando cerca una sorta di morale va a puttane letteralmente come ciò che rappresenta, ovvero il nulla, la vacuità più assoluta spacciata per... che le notti da leoni sono u...

Miriam Mellerin

Convincente e ricco di promesse questo esordio, che fa della varietà stilistica il suo punto di forza, con testi importanti, forse pretenziosi a tratti ma non stucchevoli, si vede che la stoffa c'è e che i nostri possono solo migliorare.  Le idee chiare insomma in un marasma di suoni che tende a giocare più volte con l'effetto sorpresa, riuscendoci il più... e non perdendo di coesione interna, riferito sia al singolo brano in se che al lavoro nella sua interezza, cosa di certo non da poco e che denota già una certa maturità.  Un buon viatico questo album di cui attendiamo curiosi di sapere come la band procederà: "Parte di me": molto varia musicalmente, muovendosi in territori tipicamente post rock, con accenni noise e improvvise aperture melodiche, il risultato è alquanto eterogeneo eppur coeso e godibile: "Non riesco ad estinguere questa morbosità" "Made in Italy": un impianto funky di base, col basso portante, dove ancora si i...

Un altro me - Danilo Sacco

Tanta era la curiosità per questo esordio solista, inutile nasconderci sotto un dito, le polemiche conseguite all'addio ai Nomadi hanno fatto e faranno discutere ancor di più dopo il rilascio di questa opera prima, che Danilo Sacco affronta col piglio giusto,  da cantautore, screvro di orpelli ma non di buon gusto, rilasciando un lavoro solido che forse è un pò monocorde in certi passaggi o poco originale, ma che si rivela alla resa dei conti un inizio incoraggiante, togliendosi ovviamente qualche sassolino dalle scarpe lungo i solchi solo per rivendicare la sua autenticità artistica, tra amarezza, nostalgia, consapevolezza e soprattutto sincerità... che è la cosa più importante, perchè se dal punto di vista musicale non ci sono sorprese a parte qualche episodio come Dinamite o Mekong, la sensazione d'insieme che rimane dopo l'ascolto è quella in primis di uno che le cose da dire ce l'ha sul serio e le dice senza maschere, filtri e calcoli di sorta, non è poco si...