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Visualizzazione dei post da aprile 21, 2012

Odio gli indifferenti - Piotta

Se dal punto di vista musicale questo album non offre niente di nuovo, in quanto le tracce pur differenziandosi si muovono su consolidati stilemi legati alla tradizione dei generi prescelti di volta in volta e dal punto di vista testuale ci troviamo al cospetto di testi si solidi, sociali, impegnati, ma niente di trascendentale... ebbene, nelle mani del nostro, questi due aspetti, trascendono le prime impressioni, per convogliare in un progetto unitario, in una comunicazione efficace e in un ascolto godibile e confacente ai giorni nostri, ergo attuale. Il Piotta realizza alla fine il disco che J AX, non è stato capace di fare fino in fondo, ora con quello che restava degli Articolo 31 (troppo dispersivo), ora nella sua carriera solista (troppo autoreferenziale, troppo spazio alla dance che fu e ai ricordi), un disco sincero, in primis, “semplice” nelle parti strumentali e diretto nelle parole, senza scadere mai in entrambi i casi, ma mantenendo alta la qualità della proposta lu...

Le storie degli altri - Paola Turci

Paola Turci è sempre stata una cantautrice controversa. Innanzitutto è stata la prima “cantantessa”, nel senso più anni '80 del termine: inconfondibile la sua lunga chioma, la chitarra, la voce dolce... poi ci aveva disabituato per molto tempo, ha avuto un calo forse musicalmente fisiologico in un sistema che col tempo è cambiato e che per lei non aveva posto. Ma poi, anche attorniata da importanti amicizie tramutate in celebri collaborazioni, Paola Turci è “ricomparsa” a partire da una trilogia iniziata con “Attraversami il cuore”, poi con “Giochi di rose”. Adesso è giunta per lei l'ora di partorire “Le storie degli altri”, mettersi in gioco perchè no, a 47 anni. Pioggia. E Finestra. Immagini… “La seconda canzone”: flebile arpeggio, loop di batteria e una voce lontana bastano a preannunciare un disco che.... entra in “punta di piedi” verso un chorus che non banalizza un tradizionale “volo” di accordi e strumenti, resta piatto e piace, perchè la voce di Paola Turci re...

Good Luck - Giardini di Mirò

I Giardini di Mirò tornano con otto canzoni tra le quali si fa fatica a scegliere la migliore, sia per l’alta qualità di tutto il materiale rilasciato, sia per la coesione intrinseca dell’intero lavoro, dell’opera in se, dalla quale sarebbe ingeneroso fare preferenze, per un corpus nudo e crudo, privo di orpelli, affascinante e assolutamente essenziale nel suo dipanarsi, per quanto altrettanto ricco e pregno di significati, che spazia amabilmente sui territori da sempre cari ai nostri, col post rock a farla da padrone.  Un viaggio romantico, malinconico e dolente che non dimentica però la speranza, da vivere appieno nelle sue profondità: “Memories”: quasi un mantra, oscuro e delicato con le chitarre a tessere morbide e suggestive trame, in un mood scarno, essenziale, di percussioni e cori: “Memories long gone” “Spurious love”: tra post rock e new wawe, atmosfere cupe e romantiche, ritmica incisiva e ancora uno splendido lavoro chitarristico a impreziosire il tutto:...