"Hai mai fatto un menage a trois? - Si, ma nel 1970, durante il black out" Una sinossi sin troppo esile fa da sfondo a riflessioni più ampie sulla solitudine umana e sull'ortodossia ebraica, si potrebbe riassumere così "Gigolò per caso", quinta regia di John Turturro, che veste anche i panni di Fioravante, fascinoso e di poche parole fioraio spinto al mestiere più antico del mondo da Murray, Woody Allen, libraio in crisi, del resto "sono rare le persone che comprano libri rari" che si improvvisa "pappa". Il gancio narrativo, sviscerato sin dal prima sequenza che sembra voler imporre un certo ritmo filmico, scorrevole e divertente si rivela ben presto un mero pretesto e nel suo voler aspirare ad altro il film si inceppa inevitabilmente. Procede a stento tra le arrovellazioni di Allen e la "coscienza" di Turturro senza arrivare a toccare fino in fondo il cuore dello spettatore, facendo venire a galla l'inverosimiglianz...
di Musica, Cinema, Serie Tv e..