I “Cieli Neri Sopra Torino” con “Babilonia” rilasciano un album maturo, che mischia “cantautorato vero” a un sound anni ’80 ma senza stare dietro alla moda odierna. Testi intensi, sinceri, capaci di catapultare l’ascoltatore nella storia narrata e arrangiamenti di spessore, ricchi di sfumature, confluiscono in un corpus coerente e incisivo: “L’ombra”: “..che nascondiamo nel petto, non riveliamo a nessuno” per chitarra e voce “calda” come l’atmosfera del brano “l’ombra di Cristo che si chiama Diavolo” “Fiume”: “Valeria non sa niente strappa le fotografie pensa sia importante” sezione ritmica ipnotica con la melodia che “appare” nel ritornello “Eleonora”: mood cupo, andamento marziale per ritornello da assalto “Cosa vuoi da me?” “Apocalisse”: ha un incedere gentile con la voce in primo piano e le parole che contrastano bene la dolcezza della melodia, buono l’arrangiamento:“e difenderemo il nostro orto giardino col fucile dalla fame del vicino” “Ben”: botta rock di sicur...
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