“- Sei tu o sono io?” Personal Shopper del grande Olivier Assayas con Kristen Stewart ancora una volta protagonista come in Sils Maria, è una metafora sulle insicurezze umane, sulla paura che fa rima con desiderio e pericolo uguale proibito, oltre, come vita vera. La solita regia maiuscola è al servizio di una storia che lascia buchi narrativi evidenti per narrare la psiche umana, labile, fallace… umana per l’appunto, che cerca l’adilà come consolazione rifugio, mentre è costretta a lavorare “inutilmente” sembra affermare a chiare lettere il nostro: "- Non hai nulla di meglio da fare che vestire Kyra?" il “personal shopper” sarà anche uno dei lavori più moderni, ma anche dei più vacui… Assayas veste il ruolo nei panni sciatti e poco consoni della Stewart non a caso, che va su e giù in motorino, salta da un treno all'altro per assicurare gli ultimi capi e "accessori di moda a una star della moda" che nel film vedremo in appena due sequenze. La ragazza ha d...
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