In vinile serigrafato e in edizione limitata (e anche in free download) assolutamente da collezionare questo parto natalizio dei Bachi da Pietra, che tirano fuori dalle sessions di Quintale, dei gioielli nascosti, che sanno di ritmi africani, “Festivalbug” è un bug prezioso, parafrasando le note stampa, che rimarca l’eterogeneità del gruppo, che si avvale in queste tracce del contributo di Riccardo Gamondi che colora di elettronica e rumori il sound, mette gli accenti appropriati per così dire a due storie “che dovevano essere raccontate” e poi c’è una terza, che è “roba da Bachi”, che merita un discorso a parte, sia per il modus dell’operazione in se e nei toni usati nel racconto che ne viene fuori, che riassume le proposte pervenute alla band in cambio del download della propria discografia. Lunga vita a Socci e Dorella, lunga vita ai Bachi da Pietra: “Tito Balestra”: “Posti per non stare per poterli sentire di più” marziale, ipnotica, dall’arrangiamento minimal che sfocia in qu...