Poco più di una sinossi su cui l'umorismo di Siani la fa ovviamente da padrone, rovesciando "la favola" per eccellenza, ambientandola ai giorni nostri (fra la vita a scrocco, il ritorno d'immagine e le escort) e innestando un gioco di specchi da commedia dell'arte con il partner De Sica per dare ritmo narrativo e brio alle gag. Il tutto alla fine risulta più compiuto rispetto alle prove del Siani regista, ma nella sostanza filmica, l'aspetto eccessivamente didascalico di qualsiasi snodo narrativo prende il sopravvento e la prevedibilità degli eventi benchè compresi in quanto racchiusi nell'universo favolistico risultano oltre che scontati, inverosimili e per di più non viene accentuata la componente surreale che avrebbe potuto far fare al nostro un salto di qualità: "che strano destino avete voi, vi chiamate reali e poi siete così distanti dalla realtà", in questa frase moralistica e fuori contesto nella parte finale del film c'è tutto ...
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