“Vice - L’uomo nell’ombra” di Adam Mckay è la storia vera di Dick Cheney, che da giovane “buono a nulla, oggi si direbbe pezzo di merda” dedito all’alcol e alle risse, grazie alla sua compagna Lynne, bramosa di prestigio e potere, cambia vita e diventa nel corso degli anni uno degli uomini più influenti d’America, rigorosamente dentro la stanza dei bottoni, incidendo sulla storia americana più o meno recente, agendo da perfetto burattinaio, abile stratega dietro le quinte, come nella gestione dell’attentato alle torri gemelle del 2001 che è inevitabilmente il fulcro della vicenda. Un film solido, tagliente, ironico e amaro nella stesso tempo, con una sceneggiatura brillante e precisa, tra i suoi stacchi temporali. Il ricorso alla voce off, i fermi immagine, le scritte, i filmati d’epoca, i nero improvvisi e altre trovate, portano lo spettatore in un calderone pop affascinante e straniante a tratti ma che non perde di vista lo scorrere incessante ed eloquente degli event...