Raccontateci come sono nati gli Shakalab, da dove è arrivata l’ispirazione per mettere insieme forze diverse in quello che si può definire, ditecelo voi, un progetto, una realtà o una famiglia? Ci conosciamo tutti da molto tempo. Capitava spesso di incontrarsi alle jam e ai concerti e di condividere i palchi. Alla fine è stato quasi un automatismo creare un progetto comune, anche alla luce della reciproca stima artistica. Con gli anni il progetto, che ci ha permesso di dividere palchi, viaggi, esperienze, si è trasformato in un vero e proprio “assetto familiare”. Da qui il refrain noto a chi ci segue nei live “Shakalab è la famiglia, peace & love & sensimilla!” Come abbiamo scritto nella nostra recensione di “Duepuntozero” voi, in questo nuovo disco, marchiate a fuoco la vostra identità. E lo fate iniziando sempre da un punto, come nel lavoro precedente “Tutto sbagliato”: l’amore per il ritmo in levare, che il “rasta man” non è proprio ben visto dagli “s...
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