Dopo le suggestioni elettroniche dell'ultimo lavoro "Il fuoco in una stanza", gli Zen Circus tornano per così dire all'essenzialità e all'omogeneità in "L'ultima casa accogliente" con brani decisamente diretti in pieno stile Zen. Un ritorno alle origini per così dire, all'urgenza del raccontare, "alla pancia" dell'ascoltatore. A farla da padrone i testi, la loro visceralità, che risalta sincera e fiera a squarciare ogni patina. “Catrame”: apertura in pieno stile Zen, con un sound decisamente pastoso, con una parentesi acustica, prima di ripartire, a narrare le nostre piccole grandi contraddizioni: “negli anni in cui fumare incinta non faceva alcun male / Il fumo entra nei polmoni e nei polmoni rimane / come il tumore che vorrebbe uccidere mio padre / Tu portami da bere e continuiamo a scherzare”, è il secondo singolo estratto: “Sei tu e chi può odiarti di più?” Parafrasando i CCCP. “Appesi alla luna”: il primo singolo estratto, su ...
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