Premettiamo che non tutto è messo ottimamente a fuoco e che il risultato nel suo insieme appare poco omogeneo ma c'è da premettere anche che stiamo pur sempre parlando di un primo disco... Umberto Maria Giardini altresì noto come Moltheni nonchè batterista per l'ottimo esordio dei Pineda, torna sulle scene inaugurando il nuovo corso di un cammino che alla fin fine è un pò Moltheni specie quello degli esordi nella prima parte e un pò Pineda nella seconda, a legare il tutto "in forma nuova" ci pensa Umberto, ci aggiunge le chitarre languide e suadenti di certo rock inglese, un piglio post rock e il gusto innato per la melodia evocativa, non facile ma che dopo qualche ascolto ti entra dentro per la sua bellezza nonostante sia complessa e mai liberatoria del tutto, ma del resto ci troviamo in una specie di limbo, c'è una storia finita male anzi due, il nostro fa i conti necessariamente, quello che è emerge è la ricerca di un assoluto che si va perdendo/si è perso...
di Musica, Cinema, Serie Tv e..