Cesare Basile torna con il “cuntu di li cunti”, il nuovo album “U fujutu su nesci chi fa?”, ovvero “Il fuggitivo se esce che fa?”, la carta dei tarocchi siciliani che non ha numero, che sfugge al controllo, la “Scusa”, racconta storie di una terra, la Sicilia, figlia di contraddizioni, che conserva ancora bellezza e paura, l'uomo che lavora la terra e invoca i santi in cielo, tra epica e “patruna”. Chi ha rubato la nostra terra? Chi l'ha erosa, consumata. Dopo il fortunato e magico “Tu prenditi l'amore che vuoi e non chiederlo più”, che gli è valsa una Targa Tenco, Basile sfida le sorti, ci invita a sedere intorno alle fiamme, ad ascoltare i gufi e la legna ardere, a metterci i brividi di “cunti” antichi di “genti” che si è spezzata la schiena, china al suo padrone, di nature ribelli, di uomini che hanno storie scritte nei segni delle mani, di “fimmine” venute al mondo come se fossero sventure. E' un lavoro che prende le pieghe de "Le canzoni della Cupa...
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