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Visualizzazione dei post da febbraio 7, 2013

Fabri Fibra - Guerra e Pace

C'è misura, quasi compostezza, maturità perchè no? Ma anche patina, decisamente troppa e se la crescita coincide con l'avallare certe sonorità standard, magari da successo garantito per la casa discografica, i nostri dubbi crescono. Perchè Fabri Fibra sembra quasi un leone in gabbia, ovattato come "la sua voce", infatti la confezione proposta è quanto di più scomodo per le invettive del rapper di Senigallia nella sua comodità di ricezione, nel suo essere "pop" e ahimè consolatorio per intenderci, con tanto di aspirazione alle masse. Non stiamo parlando ai nostalgici degli Uomini di mare ne del Fibra degli esordi sia ben inteso, parliamo di un artista comunque ormai abbondantemente mainstream, ma la produzione di questo disco ci risulta particolarmente indigesta nel suo voler dare omogeneità, coerenza stilistica a tutti i costi perchè finisce con l'essere un ossimoro bello e buono che si propaga per tutto l'album, dove il leone non riesce a liber...

Geddo - Non sono mai stato qui

Ligure si però Geddo non si risparmia di certo per questa sua seconda prova discografica. Ben 15 infatti i brani che la compongono e che finiscono a tratti con l'appesantire l'ascolto.  Ma è un peccato veniale, per un disco vitale, rilasciato da un autore che ha voglia di farsi ascoltare e ci mette trasporto e tanta intensità. Tra Buscaglione e Bennato con una penna affilata e una voce versatile, sporca il giusto, il nostro rilascia una prova più che discreta e sicuramente matura. "Angelo e il cinema" (Angela ti prego Angela tira via quella pistola e dopo dammela), "Tristano" (evviva il vino e chi ne beva fino alle 4 del mattino... anche un pò Mannarino)  e "Piccolina" rendono omaggio al primo, "Venezia" (peccato che Venezia voglia solo Americani, noi per certa gente saremmo sempre sporchi indiani) e "La campionessa mondiale di sollevamento pesi" al secondo, in primis per la voce ma anche per il piglio cantautorale lega...

Fuzz Orchestra - Morire per la patria

Un album pesante, potente e importante al tempo stesso, un vero e proprio macigno, un monolitico di impianto proto metal che va via via arricchendosi di mille sfumature, dall'hard rock alla colonna sonora, dallo stoner al noise, grazie anche ad ospiti prestigiosi come Enrico Gabrielli e Xabier Iriondo, pur rimanendo fedele comunque all'origine.  Dopo l'ascolto è come uscire fuori da una scazzottata dove però seppur sanguinante rifletti sulle parole, prese in prestito dai nostri, inevitabilmente, come a dire Blob, fluido che uccide...   e come dire ancora "necessario e impellente"... e "attuale", come lo è Pasolini per esempio.  La sensazione vivida è quella che sia il palco, l'ideale ipotesi di fruizione della band... per meglio assaporare l'impatto viscerale e carnale dei brani.  Su disco infatti la potenza rilasciata da suoni e parole a volte da come l'impressione di implodere, un pò come se a un certo punto venisse a mancare l...