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Visualizzazione dei post da marzo 1, 2012

Grazie Lucio

Da Roberto Roversi a Francesco De Gregori, Gianni Morandi, Mina, Stadio, Ron fino a Samuele Bersani, Elio e le Storie Tese, Marco Mengoni, Pier Davide Carone e Marta sui Tubi... dal jazz alle sperimentazioni, al pop di qualità, senza tralasciare la lirica... non si è davvero fatto mancare niente Lucio Dalla in quasi cinquant’anni di carriera, abbracciando intere generazioni con la sua voce straordinaria e la sua versatilità musicale...  le collaborazioni che abbiamo citato (le prime che ci sono venute in mente tra l’altro), stanno a dimostrare la sua voglia costante di rimettersi in gioco sempre, di non adagiarsi mai, di continuare a stupire e a stupirsi. La notizia della sua morte avvenuta a Montreaux in Svizzera per attacco cardiaco, tocca il cuore dell’Italia tutta, che perde inaspettatamente uno dei suoi più grandi Artisti, ritrovandosi di colpo culturalmente più povera. Adesso basta sangue ma non vedi  Non stiamo nemmeno più in piedi...un po' di pietà  Invece tu...

Quasi amici di Olivier Nakache e Eric Toledano

Senza alcun pietosismo: “Stai attento Philippe questa è gente che non ha nessuna pietà... è esattamente questo che voglio: nessuna pietà” Toccante: “Il mio vero handicap non è la paralisi ma il non avere più lei” Ironico e divertente “Cerco una relazione tra spirito e spirito... ma se è una cozza, è una relazione tra spirito e cozza”. “Quasi amici” (Intouchables), tratto da una storia vera, riesce nel raro intento di regalare un’intera e intensa gamma di emozioni, senza dar mai nulla di scontato, incollando lo spettatore allo schermo per pura magia narrativa, che si dispiega nelle pagine poetiche di questa storia, che è un inno alla vita e alla speranza. Girato e scritto con assoluta maestria da Olivier Nakache e Eric Toledano e fotografato con immane perizia da Mathieu Vadepied,  con colonna sonora di Ludovico Einaudi, il film vede il contendersi la scena a colpi di classe, su toni diametralmente opposti, in una vera e propria gara di bravura tra François Cluzet e Omar Sy, dove ...

Odio i vivi - Edda

Edda ritorna, attesissimo, riproponendo la genuinità /sincerità disarmante di Semper Biot, immergendola in un muro sonoro dissonante, ricchissimo di orpelli e rumorismi, grazie al suo alter ego artistico Walter Somà e a Taketo Gohara e Stefano Nanni, sul quale la sua voce, mai doma, tenta l'arrampicata, arriva in cima, cade rovinosamente, urla dal dolore e con ironia feroce subito si rialza, pretende il suo posto nel mondo, ma anche no... e vola via, improvvisamente libera, via dagli stereotipi, dalle convinzioni di massa, dai compleanni... via dai vivi insomma, per guardarli così, con aria distratta e sorniona, in aria e per i cazzi suoi...  Sono le donne le assolute protagoniste del disco, come si vede peraltro dalla maggioranza dei titoli (che hanno appunto nomi femminili), perchè è da loro che il nostro parte, prende spunto e vita... sono le relazioni infatti che generano situazioni, pensieri e stati d'animo, in cui l'Edda narrante si muove fra sesso, amore, peccato,...