Una sensazione di intimità, di piacevolezza, che pervade sin dalle prime note di chitarra di Giuseppe Argentiero che si destreggiano amabilmente con la voce di Mina Carlucci in un crescendo di beltà e armonia. I Vostok, è il caso di dirlo, riempiono di suggestioni "Lo spazio dell'attesa" con maestria e classe, dalla rarefatta e intensa "Me terah || intro" : "Ora sei un cuore sterile... e di puro, ormai Ci sono solo gli occhi di un bambino Che osserva i nostri capelli Così lunghi. Così tristi" alla delicata e intima "Lontano dalla luce": dal mood jazzy con una grande prova vocale col flauto traverso di Maurizio Lorusso:"Lo so che potrei farmi male, lo so che non dovrei desiderare Di te, con te... Sei la parte migliore di me, di me... Vorrei tenerti per sempre qui, lontano dalla luce e dagli angeli". Si prosegue con "I tuoi occhi" grande arrangiamento col sax in evidenza, tra parti alternate ottimo l'inserimento della...
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