Grande album, questo gradito ritorno dei torinesi Avvolte, poggiato su una struttura armonica eccezionale, ricca di soluzioni efficaci e arrangiamenti davvero pregevoli, mai banali, che donano al corpus un’omogeneità di fondo, granitica e sensuale, con le chitarre in bella mostra e una ritmica sempre incisiva, che si sposano mirabilmente con la voce di Christian Torelli. Sembra poco, ma non lo è affatto perchè i brani non ristagnano su pedisseque forme o schemi triti e ritriti e pur non disdegnando la componente melodica, rivelano i più svariati aspetti col crescere degli ascolti, senza venire a noia. Un lavoro maturo, nel senso più positivo del termine, ovvero quando tutto è messo a fuoco nel miglior modo possibile, che è figlio della seconda metà degli anni novanta, che i nostri aggiornano rifinendo e avvolgendo, depurando i suoni in un certo qual modo, per far confluire l’ascoltatore in una spirale di sensazioni su cui perdersi è d’obbligo, per quanto sia natural...
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