Tornano sulla scena folk italiana, dove prima regnavano sovrani i Modena City Ramblers (e non ci sono paragoni per la diversità), i “Nobraino”, con questo loro “L'ultimo dei Nobraino” senza troppa fantasia, che segna il ritorno della band di Riccione con una major al seguito: la Warner Music. Ma questo non li ha cambiati più di tanto, sempre molto ironici come sono (indimenticabile la “tosatura” di Kruger in un Primo Maggio di qualche anno fa) e la cui musica fa da sfondo alla voce così profonda del frontman che inneggia testi forti e taglienti, alcuni da prendere poco sul serio, altri che raccontano storie ai margini. Sicuramente un disco da ascoltare... dal vivo, perchè una band come i “Nobraino” vanno vissuti live perchè è sul palco che danno tutto il loro meglio, che si lasciano apprezzare da un pubblico che ha iniziato ad amarli. “Esca viva”: “Guardo due cani che si inculano, penso che quello dietro specula”... con questo intro di arpeggi tristi, con la tromba a dar...
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