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“Scappo a casa” di Enrico Lando

“Scappo a casa” di Enrico Lando vede per così dire l’esordio da solista di Aldo Baglio, per la prima volta protagonista assoluto e senza i sodali Giovanni e Giacomo. “Scappo a casa” è totalmente incentrato sulla sua maschera “grottesca” che non cade nello stereotipo e risulta efficace, persino credibile nell’assurda vicenda di un uomo che in gita di piacere a Budapest, viene derubato di tutto e in assenza di documenti viene scambiato per tunisino. Come un “Detenuto in attesa di giudizio” il Michele di Baglio, donnaiolo impenitente, menefreghista, razzista e ignorante, si trova a fare i conti Inn primis con se stesso e le sue convinzioni e con una improvvisa realtà che cambierà il suo modo di pensare e agi re. Una catarsi che è purificante per il nostro ma serve a denunciare le tante incongruenze che ci sono sulla questione migranti, in Italia e non. Pur con qualche snodo narrativo posticcio oltre che inverosimile, ià film trova un suo equilibrio, senza scadere nella risata facile...