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Visualizzazione dei post da ottobre 11, 2013

Gravity di Alfonso Cuarón

"Tutti dobbiamo morire ma io morirò oggi" La metafora insita già nel titolo, "Gravity" andare avanti anche quando tutto ti porta indietro e ogni ostacolo diventa insormontabile che si esplicita in quello spazio desolato che rappresenta la perdita, il vuoto che attanaglia la mente di Ryan Stone, il personggio interpretato da Sandra Bullock, dopo la morte della figlia e la sua voglia di immergersi nel lavoro, "continuare a guidare" per non pensare e continuare a vivere in qualche modo, non regge fino in fondo, perchè il concetto è sin troppo didascalico ed esplicitato ancor più e soprattutto non appassiona, anche perchè, grazie all'angelo custode logorroico Matt Kowalsky, George Clooney, i dialoghi spesso, che dovrebbero essere il punto di forza, scadono nel ridicolo involontario,"Kowalsky è una figata! E pensare che viene da Harward" o ancora cambiando registro: "Dille che ho trovato quella scarpa rossa, le piaceva tanto e dille ch...

Paolo Cattaneo - La luce nelle nuvole

Un autore di classe che ancora una volta si ripropone con garbo e stile, giocando amabilmente sui chiaro scuri delle atmosfere evocate, delle sensazioni suggerite, delle storie, dei sentimenti raccontati di volta in volta... Paolo Cattaneo con questo "La luce nelle nuvole", si muove come un pittore che via via va assestando pennellate risolutive a un quadro ben esposto in una galleria segreta, intima... ogni tanto c'è voglia di portarlo fuori e allora la sezione ritmica cresce e si fa ammiccante ma sempre con gusto, altre volte si ritrae coscienziosamente, altre ancora si lascia guardare e ammirare... Partiamo dalla fine per analizzare meglio l'album, dalla scarna e intensa "Non ho rabbia non ho pietà": "non c'è umano che consoli non c'è dio che preghi per me" ballad al pianoforte, che si dscosta decisamente dal resto delle canzoni, avrebbe forse meritato un maggior sviluppo strumentale... ma è anche vero che avrebbe finito per stonare ...

Madreperla - Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti

A due anni e mezzo di distanza da "La noia è una vostra invenzione" tornano i Madreperla con questo "Ho quasi 30 anni e sono pieno di debiti", decisamente più sporchi e potenti, più ricchi di suoni e influenze, il gruppo fa un passo in avanti nella costruzione dei brani, molto variegati e ben congegnati, piacciono gli arrangiamenti che donano coesione al corpus, piace la voglia, a tratti la ferocia persino che ci mettono i nostri nell'andare all'assalto per così dire, che denota urgenza espressiva e l'aver tanto da dire. Dalla "beffarda" e varia "Lavorare fa male": poggiata sui riff di chitarra elettrica, belli pesi ma che non disdegnano la melodia, alla Black Sabbath di Iron Man "qui non si ride, non si scherza, non si scopa più"; si passa a "Bava": che parla della classica ragazza che fà la preziosa e perde così il suo tempo nello specchiarsi nella sua bellezza, più cupa col basso martellante, dal deciso pigli...