Metafora della vita umana improntata sulla ripetizione infinita con dei risvolti psicologici freudiani, con l'infanzia a determinare quello che siamo e che saremo. Looper è tutto questo e sintetizzando possiamo dire che pur eccedendo nell'essere troppo didascalico, la parte per così dire metaforica è sostanzialmente discreta, nonostante alcune incongruenze narrative, ha un buon ritmo e affascina in un certo qual modo, l'idea di fondo di thriller fantascientifico psicologico. Quando invece la pellicola si sposta su territori più vicini all'action a scricchiolare è in primis la trama, che diventa via via sempre più banale e a forte senso morale... ovvero, l'amore con cui siamo stati cresciuti finirà inesorabilmente per segnare le nostre scelte, niente da dire per carità "sull'insegnamento" ma appunto è una logica che narrativamente stona e non poco soprattutto perchè lo spettatore viene accompagnato mano nella mano a trarre "facilmente"...
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