Il Metal e la sua estetica come metafora dei nostri tempi moderni, tempi di "Morte" spesso inconsapevole. Con "Necroide" i "Bachi da Pietra" scaraventano l'ascoltatore "fuori dalla tomba dove vive in apparente comodità" rispedendolo al centro della propria vita, per riappropriarsi una volta per tutte della propria esistenza, a non farsi più risucchiare dalle brutture della società, a non considerare sempre che "tutto sia normale". Registrato e mixato da Giulio Ragno Favero e scritto interamente da Succi, "Necroide" è violento perchè non si capacita di come l'uomo non si renda conto di non stare vivendo o di vivere come gli hanno inculcato sin da bambino. E' violento di una forza dirompente che è quella di dire le cose come stanno, senza paura, mischiando linguaggi musicali diversi, con rispetto e sfornando davvero qualcosa di nuovo che un giorno magari diventi "L'uomo nuovo" intanto i "Bachi d...
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