Con un cuore funky misto ai sapori degli anni ‘70, con le prime pulsioni dance e un gusto pop d’annata, tornano i Masoko con un terzo album sicuramente più maturo come vuole la norma non scritta ma non per questo meno giocoso e piacevole nell’ascolto, che mantiene una certa omogeneità di fondo a rapida presa, ma che ha bisogno di più ascolti in molti dei brani che hanno tinte più eterogenee, questo è sicuramente un bene, piacciono le costruzioni non banali di certi ritornelli, le melodie ricercate, che denotano la voglia di un salto qualitativo, così anche nei testi, si avverte il lavoro di scrittura, con uno sguardo sul sociale che appare oggi più che mai quanto meno doveroso. I nostri non raggiungono in pieno il loro scopo, alcuni brani restano nell’easy listening o non convincono del tutto, nonostante gli sforzi compiuti, ma c’è da dire che il tentativo nella sua artisticità è comunque riuscito e le potenzialità del gruppo sono messe maggiormente a fuoco con questo lavoro e ...
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