Con Fabio de Min dei Non Voglio che Clara alla produzione, ispirato dal libro di Luciano Bianciardi, Unòrsominòre, approda al suo secondo vero e proprio album, proseguendo il discorso già intrapreso con l’esordio di qualche anno fa, ampliando decisamente il concetto, ascoltare per credere l’amarezza e l’indignazione che regnano sovrane nei testi, dove l’ironia fa breve comparsa, quasi fosse capitata per sbaglio e acuendo maggiormente gli spigoli, osando decisamente nella direzione musicale... della serie o ti piace oppure “skip e vai oltre” tanto per citare inutilmente Caparezza. Un vero e proprio calderone di soluzioni stilistiche “estreme” in certi casi, ma che denotano un’urgenza espressiva sicuramente forte e una voglia costante di non ripetersi, sotto l’egida comunque di sonorità tipiche della seconda metà degli anni novanta, dove per restare in Italia, non possiamo non citare i primi Marlene e i primi Baustelle ma anche Cesare Basile fa capolino, specie nelle ballad scarne e s...
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