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Visualizzazione dei post da novembre 2, 2015

Maximilian - Max Gazzè

" Maximilian" di "Max Gazzè" è nobile e raffinato, ma sa anche godere degli aspetti più ludici della vita o meglio tratta con un sorriso contagioso le piccole e immani tragedie sentimentali. "Maximilian" è poeta e cantore colto e sa che "il gioco" è necessario, riconosce l'importanza per così dire del "giullare di corte". Accostamenti e metafore ardite a parte, "Maximilian" è il terzo album di "classe superiore" che "Max Gazzè" rilascia in pochissimo tempo , a riprova di una vena compositiva che non conosce sosta. Canzoni d'autore che attingono all'ampio spettro delle emozioni, dei sentimenti, che vanno a fondo, ora con leggerezza, ora con disarmante profondità, in fondo "Maximilian" è semplicemente questo. "Mille volte ancora": "la verità è che siamo indifferenti troppo distratti è complicato ammettere gli sbagli"  synth pop, di matrice anni '80, suaden...

Belli di Papà di Guido Chiesa

"- Noi non abbiamo fatto niente - Nella vita sicuro, ma questo ai giudici non interessa" "Belli di Papà" di "Guido Chiesa" con un cast di giovani promesse guidato da "Diego Abatantuono" (Vincenzo) prende spunto da un film messicano" Nosotros los nobles " per risolvere poi il tutto in salsa italiana. Un ricco industriale ha tre figli iperviziati: I primi due, abbastanza stereotipati seppur ben interpretati, sono Chiara (Matilde Gioli) una fashion victim vegana che brama di andare in sposa a un odioso fighetto squattrinato interpretato da un Francesco Facchinetti (Orazio Laricchia) "Loris il coglione" all'esordio al cinema, in maniera più che confacente; uno, Andrea Pisani, Matteo, che dovrebbe un giorno prendere il suo posto ma che passa il suo tempo a elaborare idee assurde, come "la Cenerentola" ovvero rivestire auto di scarso lignaggio con strutture in plastica di vetture famose o ingaggiare per il campiona...

Fred Thompson (Sheffield, 19 agosto 1942 - Nashville, 1° novembre 2015)

Fred Thompson attore e senatore

Zoo

"Zoo" è il classico telefilm da cui ci si aspetta probabilmente più del dovuto e che puntualmente alla fine della fiera delude inesorabilmente. Ci vuole abilità per mettere in scena al giorno d'oggi una storia di terrore, pandemia ed ansia, ci vogliono idee innovative e sorprendenti, perché siamo circondati ormai da serie tv di questo genere e se non stupisci non puoi andare avanti a lungo. Ecco, di base l'incipit di "Zoo" non è male per nulla, perché per una volta sono gli animali ad essere colpiti e a scagliarsi contro gli umani, perché una specie di virus sta facendo impazzire gli animali in diverse parti del mondo, ma la cosa non colpisce tutti contemporaneamente, ma solo alcune razze in un determinato momento ed in una specifica parte del mondo.  Prima i leoni in Africa, poi i gatti in America, i pipistrelli, i cani, e così via. Quindi molto bella l'idea, peccato che dopo i primi episodi in cui conosciamo i protagonisti sparsi per il ...